L’acciaio inox della classe aisi 304 304L 316 e 316L utilizzato per i prodotti BacBrewing rientra nella classe dell’ acciaio austenitico al cromo-nichel e cromo-nichel-molibdeno. Senza entrare troppo nelle specifiche chimiche dell’acciaio inox e per comprendere in modo semplice la motivazione dei trattamenti superficiali che un articolo in inox deve subire diciamo che l’acciaio inox è un metallo a basso contenuto di carbonio e con presenza di cromo. Il cromo a contatto con l’aria nel giro di un mese circa forma degli ossidi a livello superficiale con penetrazione tra 0.2 e 5 nm che rende l’acciaio inox appunto inossidabile, o meglio, difficilmente può presentare ruggine se non per un deposito superficiale di carbonio post passivazione. Per questo motivo le parti in inox non vanno messe a magazzino assieme o a contatto con materiale ferroso

Entriamo ora nel dettaglio del perché un pezzo in acciaio inox utilizzato per uso alimentare, per legge, deve subire dei trattamenti chimici. Se prendiamo una lastra di acciaio che normalmente ha avuto tutto il tempo per passivarsi durante l’immagazzinamento ed eseguiamo delle lavorazioni come levigatura, deformazione plastica (taglio,piegatura) e trattamento termico (saldatura, puntatura) in questi punti lo strato di ossido di cromo svanisce e l’acciaio non è più protetto. Serve quindi rifare lo strato di ossido ma per fare questo bisogna prima eliminare ogni traccia della “macchia” termica blu-marrone data dalla saldatura o puntatura, mentre per la deformazione plastica, taglio e piegatura bisogna eliminare il carbonio. La lama della troncatrrice o il prisma della piegatrice devono essere in metallo duro e temprato quindi contegono carbonio il quale si trasferisce all’inox. Questo è il motivo per cui prima della piegatura un pezzo in inox è amagnetico, o molto poco magnetico, mentre dopo la piegatura la calamita si attacca. È il carbonio della lama e del prisma che si è trasferito al metallo. Un bagno in decapante per un periodo che può variare da 30 minuti a 3 ore elimina ogni traccia di carbonio. A questo punto il pezzo è pronto per il trattamento di finitura a tamponi rotanti in cotone e paste lucidanti oppure con impianto di elettrolucidatura galvanica. In tutti e due i casi le asperità superficiali dell’inox vengono eliminate quindi la luce ambientale non viene riflessa in ogni direzione ma tutta la luce che colpisce l’oggetto rimbalza con la medesima angolazione quindi una superficie priva di asperità risulta lucida. La lucidatura oltre ad offrire un aspetto gradevole ai prodotti facilita le operazioni di pulizia. Una volta che il pezzo è stato lavato e asciugato è pronto per subire la passivazione. In BacBrewing avviene a immersione totale in passivante. La durata di immersione per cui un pezzo si possa dire che è passivato è di almeno 30 minuti. Il livello di penetrazione dell’ossido di cromo è il minimo per dire che quel pezzo è idoneo al contatto con gli alimenti. Se rimane in immersione 1 ora il tasso di penetrazione migliora ulteriormente, arrivati ad un tempo di immersione di 3 ore la differenza del tasso di penetrazione rispetto a quella da 1 ora è irrisoria ed è un livello di penetrazione dell’ossido top e non migliorabile.

Dal laboratorio BacBrewing, non esce nulla se non trattato, anche se il cliente avesse urgenza il tempo di immersione è di almeno un’ora per quelle parti non entranti a contatto con alimenti come potrebbero essere le chiavi da 17 e 19 e per + di 3h per tutti i prodotti che entrano a contatto con alimenti. Solitamente i pezzi vengono messi in passivazione la sera e tolti al mattino. A questo punto, dopo l’ennesimo lavaggio e asciugatura, sono pronti per la vendita

Riassumendo, se trovate in vendita articoli in inox molto più concorrenziali dei prodotti BacBrewing, come si vede spesso ad esempio sui social dei cesti per luppolo, controllateli attentamente. Molti hanno le macchie delle saldature e delle puntature, se ne vedono addirittura con ancora la stampa a getto di inchiostro del codice sul piatto utilizzato e non sono autoprodotti, sono in vendita! Questo vuol dire che non hanno subito alcun trattamento perché i trattamenti idonei possono essere fatti solo se eseguiti a ritroso, ovvero la passivazione è possibile solo se l’oggetto è stato decapato. Sono oggetti tossici? No ma non sono fatti secondo le normative EU e USA quindi, seppur costruiti in acciaio inox, non sono certificabili come idonei al contatto con alimenti. Come per ogni cosa la qualità di un prodotto dipende da mille fattori, dal materiale utilizzato, dagli acidi certificati, da una notevole mole di manodopera ulteriore quindi la qualità ha un costo molto significativo, spesso più del materiale stesso

Ad alzare il prezzo c’è anche la certificazione MOCA la quale certifica che l’azienda, il materiale, il metodo costruttivo e i trattamenti superficiali utilizzati sono corretti per la vendita di materiale inox destinato al contatto con gli alimenti. Se quindi avete un birrificio con impianto certificato MOCA, obbligatorio per chi fa alimenti, e utilizzate un prodotto ad esempio un cesto per luppolo economico e non certificato MOCA tutto l’impianto perde la certificazione con conseguenti sanzioni

Ricordatevi, la qualità costa, e non la regala nessuno!

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